L’arte del furoshiki

Il concetto parte dal presupposto che, partendo da un semplice quadrato di stoffa, si possano avvolgere oggetti di ogni tipo semplicemente annodandolo e piegandolo. Questa è l’antica arte del furoshiki, nata in Giappone tra il intorno al 750 d.C. La parola giapponese furoshiki si traduce con telo da bagno e nasce dall’unione di furo, che significa bagno, e shiki, che deriva dal verbo shiku e significa stendere. Nell’antichità, quando i nobili giapponesi, di bianco vestiti, si recavano ai bagni pubblici posti all’interno dei templi, per sottolineare la sacralità dell’azione, durante la cerimonia di svestizione erano soliti praticare il furoshiki con il loro telo e lo usavano come sorta di segnaposto. Quando i bagni pubblici diventarono accessibili anche alle persone comuni, nel XVII secolo, i frequentatori, anziché lasciare i propri vestiti sparsi per terra, praticavano l’arte del furoshiki per trasformare il proprio telo da bagno in una cesta improvvisata per gli abiti. Da quel momento in poi il furoshiki entrò nella vita quotidiana dei giapponesi e venne utilizzato per realizzare contenitori di qualsiasi forma e foggia per il trasporto di oggetti e merci.

[fonte: Furoshiki, Foulard creativi dal Giappone, Marcovalerio, Torino, 2001]

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